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  • Labriola Michela - martedì 10 novembre 2015 18:51

    Dies a quo del termine di prescrizione per l’esercizio dell’azione di risarcimento del danno da mancato riconoscimento del figlio e dell’azione di regresso

    Tribunale di Roma (Tribunale Roma 07 marzo 2014 - Pres. Crescenzi - Est. Albano) torna ad occuparsi del dies a quo del termine di prescrizione per l’esercizio dell’azione di risarcimento del danno da mancato riconoscimento del figlio e dell’azione di regresso intentata dal genitore, che da solo ha provveduto al mantenimento del figlio, nei confronti dell’altro rimasto inadempiente e, che solo in un momento successivo, ha compiuto il riconoscimento (o la cui paternità o maternità sia stata solo successivamente dichiarata). La sentenza in commento attribuisce natura valoriale alla nascita e non alla sentenza dichiarativa, pertanto grava, sin dal venir ad esistenza del figlio, sui genitori l’obbligo di legge, indisponibile ed inderogabile. Pertanto, anche l’azione per il risarcimento per violazione degli obblighi familiari, sarà azionata anche senza la necessità di una sentenza sullo status, potendo coincidere il dies a quo, con il momento in cui il figlio ha raggiunto l’indipendenza economica. Ma di contro la giurisprudenza della S.C. ha sostenuto che “nell'ipotesi in cui al momento della nascita il figlio sia riconosciuto da uno solo dei genitori, tenuto perciò a provvedere per intero al suo mantenimento, non viene meno l'obbligo dell'altro genitore per il periodo anteriore alla pronuncia di dichiarazione giudiziale di paternità o di maternità naturale, essendo sorto sin dalla nascita il diritto del figlio naturale ad essere mantenuto, istruito ed educato da parte di entrambi i genitori. Da ciò consegue, per un verso, che il genitore naturale, dichiarato tale con provvedimento del giudice, non può sottrarsi alla obbligazione nei confronti del figlio per la quota parte posta a suo carico, ma è tenuto a provvedere sin dal momento della nascita, e, per altro verso, che il genitore il quale ha provveduto in via esclusiva al mantenimento del figlio ha azione nei confronti dell'altro per ottenere il rimborso pro quote delle spese sostenute dalla nascita. Tale azione non è tuttavia utilmente esercitabile se non dal momento del passaggio in giudicato della sentenza di accertamento della filiazione naturale (atteso che soltanto per effetto della pronuncia si costituisce lo status di figlio naturale, sia pure con effetti retroagenti alla data della nascita); con la conseguenza che detto momento segna altresì il dies a quo della decorrenza della prescrizione del diritto stesso." (Cass. n. 23596/2006; Cass. n. 26575 /2007. Principi confermati di recente da Cass. 7986/2014). La questione, com’è intuibile, non è di poco momento, dovendosi trovare il giusto bilanciamento tra i diritti fondamentali della persona, e la certezza di un termine – per non essere sottoposti ad una permanente Spada di Damocle – per il debitore, al fine di evitare un rischio sine die, soggetto alla volontà del proprio creditore.