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  • mercoledì 27 marzo 2013 / martedì 31 dicembre 2013

    Prime riflessioni sulla legge n 219 del 10 dicembre 2012

    Il giorno 21 marzo l’Università La Sapienza ha organizzato un importante Convegno
    dedicato alla nuova legge sulla filiazione e all’unificazione dello stato dei figli.
    L’evento è stato organizzato dal Centro Interdipartimentale per la tutela della persona
    del minore con sede presso il Dipartimento di Diritto ed Economia delle attività
    produttive della Sapienza con il patrocinio della Fondazione italiana del Notariato,
    del Consiglio Notarile dei distretti riuniti di Roma, Velletri e Civitavecchia,
    dell’Accademia del Notariato, della Fondazione Nilde Iotti, del Centro Studi giuridici
    Santa Caterina.
    Il Convegno ha visto un’ampia affluenza di pubblico. L’Aula Onida nella sede della
    Facoltà di Economia della Sapienza, era stracolma ed altrettanto colma era una
    seconda aula ad essa collegata in videoconferenza. L’importanza e la trasversalità
    della riforma della filiazione ha riunito in un coro comune tanti esponenti del mondo
    professionale e dell’Accademia, nonché importanti figure istituzionali.
    Nel panel era prevista la partecipazione dell’on. Rosy Bindi, che nel 2006 aveva
    nominato la prima Commissione di studio per l’elaborazione di una nuova disciplina
    della filiazione, l’on. Alessandra Mussolini, Relatrice della legge, l’on. Donatella
    Ferranti, capogruppo PD nella Commissione Giustizia della Camera, ma le votazioni
    in corso in Parlamento hanno loro impedito di essere presenti al Convegno.
    I lavori del Convegno sono stati introdotti dalla Prof. Giuseppina Capaldo,
    Direttrice del Dipartimento di Diritto ed Economia delle attività produttive della
    Sapienza e dalla Prof. Mirzia Bianca, la quale ha sottolineato l’interesse con il quale
    il Centro interdipartimentale per la tutela della persona del minore da lei diretto ha
    costantemente seguito lo svolgimento degli studi e delle vicende parlamentari che
    hanno finalmente portato alla riforma della filiazione, emanata con la legge n. 219 del
    dicembre scorso.
    La prima sessione è stata presieduta da Maurizio D’Errico, presidente del Consiglio
    notarile dei distretti riuniti di Roma, Velletri e Civitavecchia, il quale ha rilevato che
    la riforma ha risposto ad un’esigenza etica della nostra società, fondata sui valori che
    nella famiglia trovano la prima e tradizionale espressione. L’afflato etico della
     riforma è stato messo in evidenza anche dal prof. Cesare Massimo Bianca, presidente
    della Commissione ministeriale incaricata di studiare la revisione del diritto della
    filiazione, il quale ha indicato il punto qualificante della riforma nell’abolizione della
    distinzione tra figli legittimi e figli non legittimi: ora tutti i figli hanno lo stesso stato
    giuridico. E’ seguita la relazione della dott.ssa Monica Velletti, Capo dell’ufficio
    legislativo della Presidenza del Consiglio dei Ministri, membro della predetta
    Commissione di studio e già partecipe della prima Commissione di studio nominata
    dal Ministro Rosy Bindi.
    La dott.ssa Velletti ha esposto la caduta della distinzione tra parentela legittima e
    parentela naturale e ha ampiamente esaminato la parte processuale della riforma, che
    ha attribuito al tribunale ordinario la competenza relativa a tutti i procedimenti
    concernenti l’affidamento dei figli nei casi di crisi della coppia genitoriale.
    L’importanza etica della riforma è stata rilevata anche dai relatori della seconda
    sessione, presieduta da Cesare Mirabelli, Presidente emerito della Corte
    costituzionale, il quale ha visto in questa riforma la conferma della stretta
    connessione che deve sussistere tra i valori dell’ordinamento e l’opera del legislatore.
    In termini analoghi si è espresso Adolfo De Rienzi, Presidente dell’Accademia del
    Notariato, il quale ha attestato il fattivo coinvolgimento del ceto notarile in una
    tematica dove si intrecciano profili di alto tecnicismo giuridico con profili di alta
    eticità.
    La prof. Alessandra Bellelli ha poi parlato dei doveri dei figli, notando il significato
    che nella nuova legge ha assunto la capacità personale ai fini di un dovere di
    contribuzione che non si esaurisce sul piano di apporti pecuniari. La connessione,
    posta dalla riforma, tra diritti e doveri assume, ha affermato la Bellelli, un particolare
    valore sistematico, considerando come nel nuovo unitario inquadramento l’amore dei
    genitori verso i figli trovi esatta corrispondenza e specularità nel rispetto dei figli
    verso i genitori, sulla comune base affettiva del vincolo di filiazione.
    La prof. Marisa Malagoli Togliatti, Presidente onorario della Fondazione Nilde Iotti,
    ha quindi letto alcuni passaggi dei lavori parlamentari, che precedettero la riforma del
    1975, in cui l’on. Iotti aveva già affermato la necessità di dare piena tutela giuridica
    ai figli nati fuori del matrimonio in un contesto volto a riconoscere i valori dei
    sentimenti come fondamento della comunità familiare. Ha concluso i lavori il prof.
    Giovanni Giacobbe, il quale ha manifestato piena adesione alla riforma, suggerendo
    tra l’altro al legislatore delegato di prevedere un più semplice e sicuro accertamento
    formale della filiazione fuori del matrimonio.
    Il Convegno, nel segnalare l’importanza etico-sociale della riforma, emanata a
    conclusione di un lungo e accidentato percorso, ci ha ricordato che le tematiche forti
    della società civile, che sono quelle che toccano la persona umana, la famiglia, i
    sentimenti, sono quelle in cui legislatore e operatori professionali si trovano
    felicemente concordi e impegnati in uno sforzo comune, superando ragioni di parte e
    colore politico.