Per offrire il miglior servizio possibile il presente sito fa uso di cookies, anche di terze parti. Continuando la navigazione si autorizza l'uso dei cookies.
Leggi la Privacy e cookie policy OK
  • mercoledì 8 marzo 2017

    Il Tribunale di Brindisi detta le prassi applicative per l'affido condiviso. Brindisi, marzo 2017.

    In un'analisi completa ed approfondita della legge sull'affidamento condiviso,il Tribunale di Brindisi evidenzia le maggiori criticità nell'applicazione della stessa ad oltre dieci anni dall'entrata in vigore e suggerisce migliori prassi applicative per una effettiva e maggiore applicazione della stessa.
    Per il Tribunale di Brindisi, è criticabile il concetto di "genitore collocatario": i figli devono essere domiciliati presso entrambi i genitori, mentre la residenza ha valenza puramente anagrafica. La scelta della residenza abituale è definita con il solo scopo di individuare il giudice competente nel caso in cui uno dei genitori si allontani unilateralmente insieme ai figli.
    Ai minori, poi, vanno garantite pari opportunità di frequentare sia la mamma che il papà, anche se non necessariamente trascorrendo tempi identici con ciascuno di loro. L'assegno per il contributo al mantenimento da parte del genitore non collocatario poi non sembra essere la più corretta. La forma di mantenimento corretta, secondo il Tribunale di Brindisi, infatti, è quella diretta, ovverosia quella in cui ogni genitore assume "una parte dei compiti di cura dei figli, restando obbligato a sacrificare parte del proprio tempo per provvedere direttamente ai loro bisogni, comprensivi della parte economica"