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  • venerdì 4 agosto 2017

    I segnali allarmanti del Ministro

    In questi giorni il Ministro Orlando ha segnalato agli organi di stampa la sua volontà di stralciare dalla riforma il testo dedicato alla delega per la riforma del processo familiare e minorile (anticamera della conservazione dello status quo). Tale volontà  non pare corrispondere affatto alle intenzioni del partito di maggioranza relativa e della relatrice alla legge, Sen. Rosanna Filippin, ben evidenziato in occasione degli incontri al Consiglio Nazionale forense con la Commissione famiglia e le principali associazioni familiariste, nel corso del quale, con il sostegno di ANM, si è elaborato un testo che costituisce nella sostanza il c.d. emendamento Cnf, poi presentato al Parlamento. L’Associazione dei Magistrati minorili (A.I.M.M.F.), che pure aveva partecipato ai lavori, ha fatto significativo eco con un comunicato pubblicato sul suo sito e non divulgato ai componenti degli incontri presso il Cnf (cfr. http://www.minoriefamiglia.it/pagina-www/mode_full/id_1236/). L’Avvocatura familiarista, più aperta ad un obiettivo di realistica riforma, dovrà mobilitarsi alla riapertura degli studi dopo la pausa estiva per una battaglia che consenta all’iniziativa, per la prima volta condivisa tra una parte consistente dell’Avvocatura familiarista (ONDiF, CamMiNo, AMI e, seppure con diverse sottolineature, AIAF) e ANM di giungere all’approvazione parlamentare in seno al disegno di legge in discussione. La sensazione è che si diffondano fraintendimenti e equivoci e che tale orientamento dia forza al partito della sopravvivenza del Tribunale dei minorenni regolato da una legge del ventennio, da una competenza sgretolata con evidente rischio di contrasti di giudicato sui diritti delle persone fragili, di un non-processo ovvero di un processo privo di regole. Anche ONDiF non vuole la soluzione approvata nel disegno di legge dalla Camera, ma vuole, e in autunno esprimerà tutta la sua capacità persuasiva in ogni sede, che l’emendamento CNF abbia il suo corso e si faccia finalmente la riforma del giudice e del processo della famiglia e dei minori.