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  • venerdì 4 agosto 2017

    “La presa di posizione del Consiglio Nazionale forense.”

    Sul tema è intervenuto anche il Presidente Mascherin, con un comunicato che esprime l’essenza del dibattito in corso e i tentativi di una conservazione dello status quo, vero obiettivo di chi vuole lo stralcio.

    GIUSTIZIA - CNF: “PRONTI A DISCUTERE E RIFLETTERE ANCORA, MA LO STRALCIO DELLA SOLA RIFORMA DEI TRIBUNALI MINORILI E DI FAMIGLIA VA ASSOLUTAMENTE EVITATO”

    Con riferimento alla notizia di un possibile stralcio della lettera B) del DDL 2284, relativo alla riforma della giustizia du famiglia e minorile, il Consiglio Nazionale Forense ritiene che non sia ragionevole ipotizzare stralci che sarebbero facilmente lette come anticamera di un ‘binario morto’. “Qualora permangano criticità e siano necessari ulteriori approfondimenti, andranno esplorati con il contributo di tutti, nei tempi opportuni. Ma l’attuazione della riforma dei Tribunali di famiglia e dei minori deve essere assolutamente attuata”, afferma un comunicato del Consiglio Nazionale Forense.
    “In questi mesi – prosegue il comunicato degli avvocati italiani – il Cnf, assieme all’Organismo Congressuale Forense, con il contributo delle associazioni specialistiche e nel pieno rispetto della loro autonomia di pensiero su un tema così delicato e importante per la comunità, non ha mai perso di vista l’obiettivo. Tale obiettivo non è né è mai stato l’abolizione dei Tribunali per i minorenni e l’affievolimento delle garanzie per i soggetti più deboli e vulnerabili, che devono essere invece rafforzate a partire dagli elementi positivi esistenti nel sistema attuale, emendati però dai loro numerosi difetti. Così come strutturato oggi, infatti, il sistema non garantisce adeguatamente né i minori né i loro familiari”.
    “Abbiamo registrato ampie convergenze tra gli addetti ai lavori, tenendo presenti le indicazioni del Csm e degli stessi giudici minorili, sulla necessità di concentrare le competenze civili e penali di fronte a un giudice unico, effettivamente specializzato e il più prossimo possibile. Questo modello di giudice, senza contraddire gli elementi positivi delle esperienze precedenti e senza comportare l’abolizione del Tribunale dei minori, permetterà di superare una situazione che, tra frammentazione delle competenze e polverizzazione dei riti, vanifica la reale tutela dei minori e delle loro relazioni con le famiglie e moltiplica i costi sia per l’erario che per le famiglie”, prosegue il Cnf.
    “Se criticità e divergenze di opinioni permangono, il Cnf è pronto a contribuire alla soluzione migliore nei tempi che saranno necessari. Tuttavia criticità di non minore rilievo permangono anche in materia di processo civile. Non si dovrà dunque parlare di stralcio ma piuttosto di un ulteriore e attento esame dell’intera normativa, con il coinvolgimento di avvocati e magistrati. Non sarebbero invece comprensibili soluzioni diverse e parziali, tanto più che, trattandosi di una legge delega, queste soluzioni verrebbero inevitabilmente attuate da un governo diverso da quello in carica oggi”, conclude il Consiglio Nazionale Forense.