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  • giovedì 10 maggio 2018

    Le circostanze del caso concreto mitigano gli eccessi di una rigida applicazione del nuovo criterio dell'autosufficienza economica. Tribunale di Roma, 11 settembre 2017

    Nel caso di specie la capacità reddituale della moglie esclude che ci si trovi di fronte ad un soggetto in condizioni di necessità o bisogno.
    Tuttavia, i nuovi criteri ermeneutici di cui alla sentenza di Cass. 11504 del 10.05.2017 vanno temperati attraverso l'esame delle circostanze concrete della fattispecie.
    Emerge dagli atti che la moglie ha molto sacrificato la propria personale carriera per seguire il marito.
    Tutti i testimoni hanno riferito dell'attenzione che la moglie ha manifestato verso il coniuge, intessendo una fitta rete di relazioni sociali che hanno agevolato la brillantissima carriera di lui.
    Altra vicenda significativa nella ricostruzione della vita familiare attiene alla casa familiare, prestigioso appartamento in zona centrale: la moglie, alla quale era stata intestata, ne ha poi perso la disponibilità in seguito ad operazioni di interposizione fittizia.
    E' vero che la rilevanza ermeneutica dello stile di vita pregresso è destinata ad essere fortemente, se non del tutto, ridimensionata nella valutazione dei diritto all'assegno: resta però il fatto che nel considerare le esigenze minime che possono e devono essere salvaguardate in virtù della solidarietà post-coniugale, occorre avere riguardo anche alla posizione sociale dell'avente diritto.
    Non si tratta di intervenire in funzione equilibratrice di una condizione personale indubbiamente disallineata, né di ricondurre il tenore di vita dell'ex moglie agli standards di cui aveva in precedenza beneficiato, quanto di evitare che ella - ad onta del contributo obiettivamente fornito al menage coniugale, possa trovarsi oggi nella difficoltà di mantenere una soluzione abitativa adeguata al proprio livello professionale e sociale.