Per offrire il miglior servizio possibile il presente sito fa uso di cookies, anche di terze parti. Continuando la navigazione si autorizza l'uso dei cookies.
Leggi la Privacy e cookie policy OK
  • venerdì 25 maggio 2018

    Il dovere di mantenimento nei confronti del figlio maggiorenne può anche protrarsi nel tempo se egli versa in difficoltà psicologiche – Cass. 12 marzo 2018 n° 5883

    La sentenza in oggetto presenta alcuni caratteri peculiari: la controversia originaria nasceva dalla domanda di mantenimento del figlio ultratrentenne verso il padre, il quale imputava le sue difficoltà a reperire un lavoro a causa del processo di cambiamento di sesso che egli aveva intrapreso. La domanda del figlio, accolta in primo grado, viene poi rigettata dalla Corte d’Appello, quantomeno a decorrere da una certa data, infine confermata dalla Cassazione, ma un'attenta lettura del dispositivo consente di comprendere come la richiesta sia stata rigettata anche in considerazione del decorso del tempo durante il processo. In particolare si può evincere come la Suprema Corte nulla abbia da obiettare in merito al fatto che il figlio si potesse trovare in astratto in condizione di vulnerabilità psicologica e pertanto in difficoltà a reperire un lavoro a causa del delicato percorso intrapreso, ma riconosce che le motivazioni della Corte di Appello che riteneva ormai plausibilmente concluso detto percorso dopo tre anni e raggiunta l’età di trenta, non siano censurabili. Si noti infine la compensazione delle spese per la delicatezza del tema trattato.