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  • giovedì 7 giugno 2018

    La divisione ereditaria testamentaria è nulla in caso di pretermissione di legittimario che ha esperito l'azione di riduzione – Cass. 22 marzo 2018 n° 7178

    La figlia della de cuius conveniva in giudizio il fratello proponendo azione di riduzione, in sostituzione del padre estromesso dal testamento della madre e deceduto poco dopo la stessa, chiedendo l’accertamento e la declaratoria della nullità della divisione disposta dalla madre nella scheda testamentaria, ex art. 735, primo comma, c.c., nonché del proprio diritto a succedere nella misura della metà dell’intero asse relitto della madre.

    Il Tribunale accoglieva le domande mentre la Corte D'Appello, in parziale riforma della sentenza di primo grado, stabiliva che la successione della madre andava devoluta secondo la volontà testamentaria della stessa (e quindi ai figli per la metà ciascuno), previa riduzione proporzionale delle disposizioni testamentarie per la determinazione della quota di legittima di ¼ spettante al marito.

    La figlia ricorre dunque in Cassazione vedendo accolte le sue doglianze: la Corte di Appello ha errato assoggettando alla stessa disciplina il caso della pretermissione dell’erede legittimario a quello della lesione della quota di legittima a questi spettante, fattispecie che il legislatore ha voluto mantenere invece distinte, prevedendone una differenziata disciplina, rispettivamente nel I° e nel II° comma dell'art. 735 c.c..

    In base al primo comma, in caso di divisione testamentaria con pretermissione del legittimario, la divisione è da ritenersi nulla e di conseguenza risulta fondata la domanda di nullità del riparto divisorio dell’intero patrimonio ereditario immobiliare concretamente individuato in favore dei due figli, a causa della pretermissione divisoria del legittimario coniuge. Viene dunque espressamente emesso il seguente principio di diritto: “Deve essere accolta la domanda di nullità, proposta dal legittimario pretermesso nel testamento (o, in sostituzione del medesimo, da un suo erede, come verificatosi nel caso di specie), della divisione del patrimonio ereditario disposta direttamente dal testatore qualora lo stesso legittimario (o un suo erede agente “iure successionis”), da considerarsi preterito per non essere stato compreso nella divisione, abbia positivamente esperito in via preventiva l’azione di riduzione