Per offrire il miglior servizio possibile il presente sito fa uso di cookies, anche di terze parti. Continuando la navigazione si autorizza l'uso dei cookies.
Leggi la Privacy e cookie policy OK
  • venerdì 1 febbraio 2019

    sezione di Genova

    Ai fini della rettifica di sesso anche di minore rilevano la sua identità, i suoi bisogni. Tribunale di Genova 17 gennaio 2019

    Domanda di mutamento di sesso da femminile a maschile per la figlia minore presentata dai genitori. Disforia di genere. Autorizzazione alla presentazione della domanda da parte del Giudice Tutelare.
    Audizioni dei genitori e della minore: corrispondenza della domanda dei primi con l'autodeterminazione della figlia, in conformità alle norme sul consenso informato di cui alla legge 22.12.2017 n. 219. Art. 3: il soggetto minorenne ha diritto alla valorizzazione delle proprie capacità di comprensione e di decisione.
    Le domande di rettifica di sesso anagrafico e di adeguamento dei caratteri sessuali mediante trattamento medico-chirurgico sono state formulate dai genitori onde assicurare il benessere psicofisico della figlia.
    La legge 162/1982 nel subordinare la rettifica dello stato civile a intervenute modifiche dei caratteri sessuali non specifica se sia sufficiente la mutazione dei caratteri sessuali secondari ovvero sia necessaria la modifica di quelli primari. Nel solco di Cassazione 15138/2015 e Corte Costituzionale 221/2015: la l. 164/1982 accoglie un concetto di identità sessuale nuovo che conferisce rilievo non più solo agli organi genitali esterni, bensì anche ad elementi di carattere psicologico e sociale.
    Il diritto ad autodeterminarsi in ordine all'identità di genere, elemento costitutivo del diritto all'identità personale, è compreso nel novero dei diritti inviolabili della persona tutelati dalla nostra carta costituzionale e dalla CEDU.