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  • venerdì 1 febbraio 2019

    Le SSUU precisano la differenza fra ius sepulchri ordinario e ius sepulchri familiare. Cassazione SSUU 28 Giugno 2018, n. 17122.

    La controversia si fonde su di una impugnazione di testamento che, fra le altre disposizioni,enunciava  la volontà del testatore secondo la quale la tomba avrebbe ospitato, se i cugini l'avessero voluto, la loro famiglia. Tale enunciato, secondo la Corte e vale a qualificare il sepolcro come di tipo gentilizio, e non già ereditario.
    Secondo le SSUU ne consegue l'applicabilità della costante giurisprudenza di Cassazione, in base alla quale nel sepolcro ereditario lo ius sepulchri si trasmette nei modi ordinari, per atto inter vivos o mortis causa, come qualsiasi altro diritto, dall'originario titolare anche a persone non facenti parte della famiglia, mentre nel sepolcro gentilizio o familiare - tale dovendosi presumere il sepolcro, in caso di dubbio - lo ius sepulchri è attribuito, in base alla volontà del testatore, in stretto riferimento alla cerchia dei familiari destinatari del sepolcro stesso, acquistandosi dal singolo iure proprio sin dalla nascita, per il solo fatto di trovarsi col fondatore nel rapporto previsto dall'atto di fondazione o dalle regole consuetudinarie, iure sanguinis e non iure successionis, e determinando una particolare forma di comunione fra contitolari, caratterizzata da intrasmissibilità del diritto, per atto tra vivi o mortis causa, imprescrittibilità e irrinunciabilità. Tale diritto di sepolcro si trasforma da familiare in ereditario con la morte dell'ultimo superstite della cerchia dei familiari designati dal fondatore, rimanendo soggetto, per l'ulteriore trasferimento, alle ordinarie regole della successione mortis causa.